La vittoria è tutto ciò che conta, o forse no ?

Vincere è ciò che guida l’uomo nei principi più profondi della competizione. È nella natura della sopravvivenza e della rivalità. Ma perseguire la vittoria come obiettivo formativo è uno degli errori più grandi che istruttori ed allenatori possano fare. Definire obiettivi alternativi alla vittoria diventa perciò di fondamentale importanza. Perciò la didattica e la filosofia di gioco diventano centrali e il mondo del calcio è pieno di esempi che confermano questa tesi: dalle buone pratiche di Ajax e Guardiola e alle meno (spesso) buone pratiche degli allenatori del calcio dilettantistico.

Qui a Cambio di Campo vi daremo una visione diversa del concetto di vittoria, mettendo al centro il bambino e l’uomo. Oggi vi parleremo di come settare obiettivi diversi diventando buoni formatori possa essere una chiave al miglioramento del movimento calcistico.

Neuroni Specchio: la scoperta che ha cambiato lo sport e l’apprendimento

Tra gli anni 80 e 90 un gruppo di ricercatori, tra cui Giacomo Rizzolatti, ha fatto una di quelle scoperte che sono in grado di cambiare totalmente il mondo dello sport, e non solo.

Stiamo parlando dei neuroni specchio, una classe di neuroni che si attiva sia quando un individuo esegue un’azione sia quando lo stesso individuo osserva la medesima azione compiuta da un soggetto terzo.

Da quel momento gli studi e le applicazioni sul mondo del calcio, e sulle modalità di apprendimento, sono cresciute esponenzialmente.

Oggi a Cambio di Campo parliamo proprio di loro e di come, ormai, stanno sempre di più portando lo sport verso un mondo completamente nuovo che si discosta da quello che è stato fino ad oggi.

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