Apprendere il gesto attraverso le emozioni. Palla a Davide Mazzanti (parte 2 di 2)

Torniamo con Davide Mazzanti, coach e direttore tecnico della nazionale italiana femminile di Pallavolo.
Il suo talento da allenatore non ci ha lasciato indifferenti durante la piacevole chiacchierata, durante la quale si è parlato di apprendimento tecnico dei giocatori in un ottica esclusivamente formativa.
Se nel precedente episodio ci siamo interrogati sulla ripetitività del gesto, oggi cerchiamo di capirne di più su quello che Davide pensa del “dualismo” tra approccio analitico classico e allenamento al gioco.
Scopriremo che Davide non demonizza nessuno dei due approcci, ma attribuisce l’efficacia dell’allenamento a un altro parametro di straordinaria importanza.
Buon ascolto.
La ripetitività del gesto: un approccio analitico? Palla a Davide Mazzanti (Parte 1 di 2)

Oggi siamo con Davide Mazzanti, coach e direttore tecnico della nazionale italiana femminile di Pallavolo.
Il suo talento da allenatore non ci ha lasciato indifferenti durante la piacevole chiacchierata, durante la quale si è parlato di apprendimento tecnico dei giocatori in un ottica esclusivamente formativa.
Tra allenamento del gesto tecnico e i tipi di metodologia che si possono utilizzare, ciò su cui più ci siamo interrogati è se avesse così tanto senso attribuire all’allenamento ripetitivo di un gesto l’efficacia che tale gesto assume nel gioco.
Non vi diciamo altro. Questo è un episodio tutto da ascoltare.
Diventare calciatori in 10.000 ore: la ripetizione di un gesto tecnico

Alcuni studi evidenziano come tanti esperti, tra svariati settori, abbiano circa 10.000 ore di esperienza alle spalle.
Da ciò potrebbe dedurre che per diventare abili ci sia bisogno di ripetere per un monte ore così grande.
Ma siamo sicuri che questo rapporto causa-effetto sia veritiero per la formazione del calciatore?
Siamo sicuri che basti ripetere? Conta la qualità delle ripetizioni? Contano le emozioni?
Anticipiamo di una settimana l’episodio con Davide Mazzanti con delle riflessioni su questi temi.
Funino: tra metodo e gioco

Se nello scorso episodio (“il metodo Horst Wein: vantaggi e minacce”) abbiamo espresso opinioni su vantaggi e svantaggi del metodo di Horst Wein, oggi vogliamo fare un passo indietro.
Cerchiamo di capirne di più sulla metodologia che da anni è adottata da tanti allenatori d’oltre confine e non, cercando di dare la nostra visione critica sulla crescita degli allenatori che la applicano.
Infatti, se è indubbio che gli allenatori possano migliorare molto applicando questo metodo, siamo sicuri che non si possa fare altrimenti nella complessità del gioco?
Ci piacerebbe se ci dicessi la tua con questo brevissimo questionario (1 minuto richiesto), al termine del quale ti abbiamo lasciato il link a un nostro ebook <3 Link del questionario: https://forms.gle/DJs3QiYKFJVUTYYy5
Il metodo di Horst Wein: vantaggi e minacce

In questi anni si è parlato molto del metodo del tedesco Horst Wein e del metodo didattico che anni fa venne introdotto nella Masia di Barcelona.
Oggi, a seguito di molte persone che ci hanno chiesto pareri e idee, abbiamo deciso di parlarne in maniera più approfondita, cercando di trovare vantaggi e svantaggi del metodo.
Ovvio è che, come sempre, la bilancia del favore non pensa totalmente da una parte. Ma, siccome spesso si sente idolatrare questa metodologia come panacea ai mali formativi dei nostri calciatori, crediamo che qualche sano dubbio sia opportuno.
Solo idee, ma fondate su motivazioni che noi reputiamo reali.
Diteci la vostra sul metodo e sull’episodio al sondaggio sul nostro gruppo facebook Cambiodicampo – Terzo tempo: https://www.facebook.com/groups/CambiodicampoTerzoTempo/
Allenare il ruolo del portiere moderno, con Lorenzo Faccini e Daniele Airoldi

Oggi siamo con Lorenzo Faccini, preparatore dei portieri da circa 15 anni, e Daniele Airoldi, preparatore dei portieri in settori giovanili professionistici.
Parliamo un po’ di apprendimento dei portieri, dai piccoli alla prima squadra, cercando di tirare fuori spunti che possano contribuire a una visione lontana dal tipo apprendimento puramente tecnico che spesso contraddistingue questo settore.
Capiremo come il calcio moderno abbia evidenziato delle nuove esigenze nel gioco del calcio, sottolineando l’importanza della fase offensiva.
Ancora una volta sembra che questo “fantomatico gioco” compaia come vero maestro, al di là dell’allenatore.
Situazionale vs. Analitico, quale l’allenamento più efficace?

Il grande Johan Cruyff diceva: “Tecnica non vuol dire essere capaci di palleggiare 1000 volte. Chiunque può farlo con l’allenamento. E poi puoi lavorare al circo. Tecnica è passare la palla con un tocco, con la giusta velocità, sul piede giusto del tuo compagno.”
Piede giusto, velocità, compagno: il tutto identifica una situazione complessa che presuppone ci siano fattori che vanno oltre al “semplice” atto motorio. Siamo dunque sicuri di volerla allenare tra cinesini, paletti e finti avversari? O, forse, sarebbe preferibile lavorare su quella tecnica calcistica che non può essere scissa da quegli elementi che si trovano in una partita: campo, porta, palla, avversari e compagni?
Oggi cerchiamo di darti una via differente per vedere l’allenamento tecnico, una via diversa, che va in direzione di un calcio di situazione, in cui la chiave principale è saper prendere delle scelte e aumentare il transfer dell’apprendimento.
Processo cognitivo: allenare la capacità decisionale

È dall’errore che derivano le nostre riflessioni: siamo sicuri di allenare abbastanza e adeguatamente il processo cognitivo del calciatore nel gioco? E sappiamo esattamente cos’è tale processo?
Marcello Nardini e Horst Wein definivano tale processo come le fasi del gioco. PADE ne è l’acronimo: Percezione, Analisi, Decisione e Esecuzione. Un concetto molto vicino a quanto già citato con le neuroscienze. Ognuno di queste fasi del gioco influenza la scelta e la sua realizzazione in campo. Allenarla ne è di primaria importanza.
Oggi, a Cambio di campo, ti diamo la nostra idea in merito a quest’ambito centrale nella crescita del calciatore, proponendo alcune soluzioni adottabili nelle sedute di allenamento e stimolando alla risoluzione di questo problema.
Scarica le risorse di questa puntata su http://cambiodicampo.com/2019/09/12/processo-cognitivo-allenare-la-capacita-decisionale/
Errore: l’unica strada per il Successo

Sempre più spesso si vedono ragazzi intrappolati in schemi tattici e in richieste di gesti tecnici meccanizzati dai propri allenatori. Ma si è sicuri che questo sia il modo migliore per favorire l’apprendimento del gioco dei giovani calciatori?
Il dottor Faccioli si esprime così, riguardo all’imposizione di schemi a piccoli calciatori: “Molto francamente: pensiamo che insegnare calcio in questo modo produca grossi danni: ai bambini, ai genitori, alle società, al calcio”. Il tema, ahinoi sempre attuale, si ripercuote nella libertà di espressione del bambino e fa passare l’idea che il raggiungimento dell’obiettivo debba essere per forza un processo programmato da un capo.
Oggi, qui a Cambio di Campo, esprimeremo le nostre idee su questi concetti, con libertà, creatività e trasversalità. Principi questi che, qui come nell’apprendimento, sono fondamentali per la crescita umana degli uomini.