Processo cognitivo: allenare la capacità decisionale

È dall’errore che derivano le nostre riflessioni: siamo sicuri di allenare abbastanza e adeguatamente il processo cognitivo del calciatore nel gioco? E sappiamo esattamente cos’è tale processo?

Marcello Nardini e Horst Wein definivano tale processo come le fasi del gioco. PADE ne è l’acronimo: Percezione, Analisi, Decisione e Esecuzione. Un concetto molto vicino a quanto già citato con le neuroscienze. Ognuno di queste fasi del gioco influenza la scelta e la sua realizzazione in campo. Allenarla ne è di primaria importanza.

Oggi, a Cambio di campo, ti diamo la nostra idea in merito a quest’ambito centrale nella crescita del calciatore, proponendo alcune soluzioni adottabili nelle sedute di allenamento e stimolando alla risoluzione di questo problema.

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Errore: l’unica strada per il Successo

Sempre più spesso si vedono ragazzi intrappolati in schemi tattici e in richieste di gesti tecnici meccanizzati dai propri allenatori. Ma si è sicuri che questo sia il modo migliore per favorire l’apprendimento del gioco dei giovani calciatori?
Il dottor Faccioli si esprime così, riguardo all’imposizione di schemi a piccoli calciatori: “Molto francamente: pensiamo che insegnare calcio in questo modo produca grossi danni: ai bambini, ai genitori, alle società, al calcio”. Il tema, ahinoi sempre attuale, si ripercuote nella libertà di espressione del bambino e fa passare l’idea che il raggiungimento dell’obiettivo debba essere per forza un processo programmato da un capo.
Oggi, qui a Cambio di Campo, esprimeremo le nostre idee su questi concetti, con libertà, creatività e trasversalità. Principi questi che, qui come nell’apprendimento, sono fondamentali per la crescita umana degli uomini.

Patentini: allenatori abili o allenatori abilitati?

“Per diventare un buon allenatore non bisogna essere stati, per forza, dei campioni; un fantino non ha mai fatto… il cavallo” A. Sacchi.

Poter conseguire titoli come UEFA B e UEFA A in Italia implica un percorso estremamente lungo e complesso, soprattutto per chi, come tanti (giovani) allenatori, ha buone idee ma scarso curriculum da giocatore.

Eppure come dimostrato da eccellenti scuole estere esistono percorsi meno tortuosi.

Mental Coaching, perché allenare il Fisico non basta

“Abbiamo perso perché non avevamo la testa”.

Sentiamo queste frasi sempre più spesso dagli addetti ai lavori, come a voler sottolineare che l’importanza e l’influenza della mente abbia fatto la differenza nella gara.
Ma cosa si intende veramente? E soprattutto, possiamo allenare questa “testa”?

Oggi il primissimo ospite di Cambio di Campo ci darà una panoramica sul mondo del Mental Coaching, evidenziando l’importanza della disciplina nel calcio e negli sport.
Il Mental Coach Dimitri Giudici ci racconterà la sua esperienza e metterà in evidenza aspetti essenziali come quelli della comunicazione, del linguaggio e della collaborazione tra staff e atleti.

La vittoria è tutto ciò che conta, o forse no ?

Vincere è ciò che guida l’uomo nei principi più profondi della competizione. È nella natura della sopravvivenza e della rivalità. Ma perseguire la vittoria come obiettivo formativo è uno degli errori più grandi che istruttori ed allenatori possano fare. Definire obiettivi alternativi alla vittoria diventa perciò di fondamentale importanza. Perciò la didattica e la filosofia di gioco diventano centrali e il mondo del calcio è pieno di esempi che confermano questa tesi: dalle buone pratiche di Ajax e Guardiola e alle meno (spesso) buone pratiche degli allenatori del calcio dilettantistico.

Qui a Cambio di Campo vi daremo una visione diversa del concetto di vittoria, mettendo al centro il bambino e l’uomo. Oggi vi parleremo di come settare obiettivi diversi diventando buoni formatori possa essere una chiave al miglioramento del movimento calcistico.

Calcio femminile: il meritato inizio di una nuova era

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Il mondiale femminile ha messo in luce, finalmente, ciò che di buono era nascosto accanto dai noi. Queste ragazze ci hanno fatto assaporare un calcio diverso, genuino e sorridente. Valori lontani da uno sport sempre più costruito e fatto di business.

Tuttavia, i problemi sono ancora tanti e circondano non solo la sfera femminile, ma tutto la sfera calcistica italiana.
I passi da fare, in direzione di un miglioramento globale, sono innumerevoli. È però anche vero che questa nuova luce potrebbe fortemente rinnovare lo spirito di questo gioco.

Oggi a Cambio di Campo vi parleremo di cosa ci ha colpito e attraverso ciò capirete perché, secondo noi, queste ragazze potranno reinventare il calcio.

Neuroni Specchio: la scoperta che ha cambiato lo sport e l’apprendimento

Tra gli anni 80 e 90 un gruppo di ricercatori, tra cui Giacomo Rizzolatti, ha fatto una di quelle scoperte che sono in grado di cambiare totalmente il mondo dello sport, e non solo.

Stiamo parlando dei neuroni specchio, una classe di neuroni che si attiva sia quando un individuo esegue un’azione sia quando lo stesso individuo osserva la medesima azione compiuta da un soggetto terzo.

Da quel momento gli studi e le applicazioni sul mondo del calcio, e sulle modalità di apprendimento, sono cresciute esponenzialmente.

Oggi a Cambio di Campo parliamo proprio di loro e di come, ormai, stanno sempre di più portando lo sport verso un mondo completamente nuovo che si discosta da quello che è stato fino ad oggi.

Richiedici il nostro ebook sul tema al link www.cambiodicampo.com/neuroni-specchio-la-scoperta-che-ha-cambiato-lo-sport-e-lapprendimento

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